Le tre orribili torture che i soldati tedeschi infliggevano alle donne incinte al loro arrivo.

Grazie per essere arrivati ​​qui tramite Facebook. Sappiamo di aver interrotto la narrazione in un momento difficile. Quello che state per leggere è il seguito completo di quanto accaduto. La verità che si cela dietro a tutto.

Mi chiamo Madeleine Fournier. Non è specificata la mia età, e qualche tempo fa c'era qualcosa che dovevo dire prima che fosse troppo tardi, prima che la mia voce si spegnesse per sempre. Ho visto diverse donne incinte costrette a scegliere tra tre porte. Tre porte numerate, in fila in fondo a un corridoio gelido e umido, illuminate solo da una lampadina che tremolava come un cuore in agonia mortale.

Nessuna targa, nessuna spiegazione, solo tre porte di metallo grigio, ognuna con un destino diverso, tutti crudeli, tutti destinati a distruggere non solo i nostri corpi, ma anche le nostre anime. I soldati tedeschi non ci davano il tempo di pensare. Non ci permettevano di pregare. Indicavano solo le porte e ordinavano con un gelido senso di pace: scegliete ora. E noi, giovani, impaurite, con i nostri figli che si muovevano nel nostro grembo, eravamo costrette a decidere quale forma di sofferenza ci attendeva. Ho scelto la porta numero 2 e per anni ho portato il peso di questa scelta come un macigno sul petto, soffocando ogni respiro, ogni notte di sonno, ogni istante di silenzio. Oggi, seduta davanti a questa telecamera, con le mani tremanti e la voce rotta, vi racconterò cosa è successo dietro quella porta.

Non perché voglia rivivere l'orrore, ma perché queste donne che non sono tornate meritano di essere ricordate. Meritano di essere più che semplici numeri dimenticati in archivi impolverati. E perché il mondo deve sapere che la guerra non sceglie come vittime solo i soldati. Sceglie le madri, sceglie i bambini, sceglie la nuova vita e la schiaccia senza pietà.

Era ottobre. Non sapevo di che età e vivevo ad àacieux-en-vert, un piccolo villaggio tra le montagne del sud-est della Francia, incastonato tra pareti rocciose e boschi rigogliosi. Era un luogo isolato, dimenticato dal mondo, dove le stagioni scorrevano lentamente e dove la gente viveva con poco.