Pesce sano e conveniente per persone over 60. Senza mercurio e ricco di iodio

Un medico ha indicato i pesci più salutari per gli anziani.

Secondo lei, questi includono merluzzo, merlano e nasello. Questi pesci sono ricchi di iodio e contengono anche proteine ​​e acidi grassi polinsaturi. Inoltre, sono piuttosto economici.

“Lo iodio attiva la ghiandola tiroidea, la sua sintesi ormonale e il metabolismo. È particolarmente necessario per gli anziani che vivono lontano dal mare”, ha osservato l’esperta.

“Gli acidi grassi polinsaturi sono responsabili dei processi metabolici, della salute del cuore, della salute vascolare e della prevenzione degli ictus”, ha aggiunto Mukhina.

A sua volta, le proteine ​​contenute nel pesce servono come elementi costitutivi delle cellule e della sintesi degli anticorpi che combattono le infezioni, ha spiegato la nutrizionista.

Il medico ha aggiunto che una persona anziana dovrebbe mangiare pesce cinque volte a settimana, dai 150 ai 200 grammi al giorno. La frittura può creare pericolosi agenti cancerogeni, quindi è meglio cuocere l’aringa al vapore, in umido o al forno.

L’aringa, soprattutto quella pescata in mare, è una vera miniera di nutrienti. È ricco di acidi grassi omega-3, proteine ​​di alta qualità, vitamina D e selenio. La nutrizionista Elena Solomatina spiega perché questo pesce è una buona scelta per gli anziani. Il consumo regolare ha un effetto positivo sulla salute cardiovascolare, rafforza il sistema nervoso e immunitario e aiuta a ridurre il rischio di diabete di tipo 2 e osteoporosi.

Supportato dalla scienza

La maggior parte delle affermazioni della nutrizionista è supportata da dati scientifici. Infatti, gli acidi grassi omega-3 e il selenio presenti nell’aringa apportano benefici al sistema cardiovascolare e nervoso. Questi acidi grassi migliorano anche il metabolismo e combattono l’infiammazione. Le proteine ​​dell’aringa sono facilmente digeribili, il che è particolarmente importante in età avanzata.

Tuttavia, alcuni punti vanno chiariti. Ad esempio, l’aringa da sola non è sufficiente a ridurre significativamente il colesterolo “cattivo”; è necessario un approccio nutrizionale completo. Il suo effetto diretto sulla prevenzione dell’osteoporosi è ancora oggetto di studio. Ciò non toglie, tuttavia, i suoi benefici complessivi come fonte di nutrienti essenziali.

Quale aringa scegliere e come cucinarla

 

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