Il pollo è un protagonista indiscusso dei nostri pasti: arrosto, alla griglia, in salsa o in insalata, è un ingrediente prezioso per ogni tipo di ricetta. Ma una domanda sorge spontanea: bisogna pulirlo prima di cucinarlo? Perché dietro la sua apparente semplicità si cela una realtà meno nota... Alcuni polli provenienti da allevamenti intensivi possono contenere residui di trattamenti chimici. Come si può quindi rendere il pollo più naturale senza complicarsi la vita?
Cosa si nasconde nel pollo del supermercato?
Sullo scaffale, i petti di pollo rosati e le cosce lucide sembrano provenire direttamente da un allevamento tradizionale. Tuttavia, nella produzione industriale, alcune carni possono contenere tracce di sostanze utilizzate per la conservazione o l'igiene.
Ciò può includere soluzioni saline (per intenerire la carne), prodotti per la pulizia utilizzati nei macelli o conservanti destinati a prolungare la durata di conservazione.
Nulla di allarmante: queste pratiche sono rigorosamente regolamentate, ma molti consumatori preferiscono limitare questi additivi nella propria dieta. La buona notizia è che bastano pochi semplici passaggi per purificare il pollo prima di cucinarlo.
I passaggi giusti per un pollo più pulito e sano
Un'ex dipendente di un mattatoio afferma che una buona pulizia della casa fa davvero la differenza. Ecco il suo metodo semplice ed efficace:
Se lo si desidera, si può rimuovere la buccia.
Spesso è proprio questa la parte che concentra la maggior parte del grasso e delle impurità. Rimuovendola, il piatto risulterà più leggero.
Lavare in un recipiente di acqua fredda
Evitate di sciacquare il pollo direttamente sotto il rubinetto: potreste spruzzare microgocce in cucina. Usate invece una ciotola capiente, riempitela d'acqua fredda e immergetevi il pollo.
Risciacquare due o tre volte per rimuovere i liquidi conservanti.
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