Non c’era dubbio. La mia pazienza era finita.
IL SORRISO ALLA PORTA
Rotolai dritto verso la sua porta e bussai finché non aprì. Era lì in piedi, con indosso una felpa corta, gli occhi socchiusi come se fossi un piccolo fastidio che si era dimenticata di eliminare.
“Buongiorno”, dissi con calma, nonostante il battito accelerato del mio cuore. “Devo parlarti della spazzatura. È dappertutto nel mio giardino, sotto i miei alberi.”
Non si è scusata. Non ha nemmeno finto. Ha solo alzato gli occhi al cielo e si è appoggiata
