proprietà della casa vicina. Qualche mese fa si era trasferita una giovane donna – sulla trentina, con una macchina che costava più della mia casa, e costantemente al telefono, sempre in vivavoce. Trattava il quartiere come un palcoscenico e i marciapiedi come una discarica. Non mi salutava mai, non diceva mai “ciao”. Mi guardava con la stessa indifferenza che avrebbe avuto per un ornamento da giardino di plastica.
Continuai a raccogliere la spazzatura. Lo feci in silenzio, per assicurarmi che il mio giardino sembrasse una cartolina all’alba. Non avevo paura di
