occhi di Rosie si spalancarono.
«Davvero?»
«Davvero.»
«Lo prometti?»
Ben tese il mignolo.
«Lo prometto.»
Rosie intrecciò il suo mignolo con quello di lui e poi corse verso di me, col fiato corto per l’emozione.
«Cathy, hai sentito? Ben mi porterà al ballo di fine anno.»
«Ho sentito.»
In quel momento, una sensazione di calore mi si diffuse nel petto.
Trovavo Ben adorabile.
Non avevo ancora capito che certe promesse dell’infanzia possono trasformarsi in qualcosa di molto più grande.
Gli anni trascorsero sereni.
Ben veniva a casa nostra in bicicletta quasi ogni pomeriggio.
Mia madre tollerava il chiasso che facevamo.
Mio padre a malapena alzava lo sguardo dal giornale quando Ben varcava la soglia.
Rosie, invece, lo aspettava sempre vicino alla finestra, in attesa di sentire il rumore degli pneumatici sul vialetto.
Lui l’aiutava con i compiti.
Lei gli preparava braccialetti con perline colorate.
Lui guardava gli stessi film d’animazione
