di sollievo.
Poi Janet si voltò verso di me.
“Mamma… cos’è successo?”
Aggrottai la fronte.
“Cosa intendi?”
“Che cosa hai fatto?”
Ho avuto la sensazione di essere stato colpito.
“Cosa ho fatto?”
“Papà non ti avrebbe lasciato fuori senza motivo.”
«Janet», la avvertì Charlie.
Ma il danno era ormai fatto.
Sessantanove anni.
Avevo cresciuto dei figli con Walter.
Gli sono rimasto accanto durante gli interventi chirurgici.
Lo ho assistito durante le sue malattie.
Seppellì i suoi genitori con lui.
Gli ho tenuto la mano durante i quattro mesi di cure palliative.
E ora nostra figlia mi chiedeva cosa avessi fatto per meritarmi quella punizione.
Nemmeno io l’ho capito.
Denise si sporse in avanti e mi toccò la spalla.
“Nessuno ti accusa di niente.”
Mi sono girato leggermente.
“Sembra proprio di sì.”
“Siamo semplicemente confusi.”
“Anche io.”
La sua voce si addolcì.
“Perché non resti con me per un po’? Non
